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  ilsignoredeglianelli [ Israele. Un nome, una terra, un popolo, una fede, una Legge, una lingua, una civiltà, uno Stato. Un simbolo tra le nazioni. ]
         


30 luglio 2006

«Il vocabolario della stampa per assolvere Hezbollah»

Nella guerra tra Israele ed Hezbollah c'è un'altra guerra, quella dell'informazione. È una guerra che ha un aspetto drammaticamente materiale, se è vero che tra i primi obiettivi dei bombardamenti di Gerusalemme c'è stata la sede di Al Manar, l'emittente sciita che da anni sparge il veleno fondamentalista nel Libano. Ma ha anche un aspetto più sottile e profondo, che passa attraverso le parole che la raccontano. Parole che, come ha scritto lo storico e analista americano Victor Davis Hanson sulla "National Review", «prendono un significato nuovo mentre Israele combatte per sopravvivere». C'è un passo in più rispetto alla rimozione in stile Bbc di espressioni come "terroristi" per far posto a un meno scomodo "bombers", come accadde dopo il 7 luglio 2005. Il fenomeno è più esteso, meno isolato. Assistiamo sui media occidentali a un sovvertimento del vocabolario, a una sindrome linguistica capace di sovvertire la realtà delle cose. Si può perfino scrivere un nuovo "dizionario", già involontariamente compilato dal circuito dei mass media e dai suoi testi - parlati, scritti, diffusi - sullo scontro in Medioriente. Hanson si è preso la briga di metterlo nero su bianco. Brillante storico e analista (è in arrivo negli Usa il suo ultimo libro sulla guerra del Peloponneso), l'editorialista della storica rivista conservatrice National Review è un battitore libero, considerato per certi versi vicino ad alcune delle posizioni del movimento neoconservatore. Soprattutto, è un intellettuale convinto che la battaglia per l'allargamento della democrazia e contro la minaccia del terrorismo sia una questione "di sinistra", e che questa battaglia non possa escludere l'uso della forza. Sulla vicenda di Israele ha un'opinione netta, peraltro non particolarmente complicata: per sopravvivere, bisogna combattere contro chi desidera annientarti. La esprime con pragmatismo americano, condito con una buone dose di cattiveria e dosi altrettanto massicce di sfida al politicamente corretto. Così ha scritto quello che ha chiama "dictionary of untruth", un vocabolario della menzogna. Seugono i lemmi, in una libera traduzione. La versione completa è reperibile al sito personale di Hanson o a quello della National Review. Tuffarsi nel flusso informativo sul Libano con questa guida all'uso delle parole può avere effetti impressionanti, anche perché Usa ed Europa sembrano avere - in questo - molti punti in comune. "Cessate il fuoco" : si potrebbe verificare se Hezbollah dovesse liberare gli israeliani rapiti e smettesse di lanciare missili; ma non seguirà mai una interruzione unilaterale dei bombardamenti israeliani. Infatti, sentiremo appelli internazionali per un cessate il fuoco solo quando i missili di Hezbollah saranno pressoché esauriti. "Civili" : quelli libanesi hanno munizioni in cantina e aprono volentieri il fuoco; in Israele si chiudono nei bunker per evitare i missili. Israele usa armi di precisione per evitare di colpirli; Hezbollah spara a casaccio per assicurarsi di eliminarli. "Danni collaterali" : l'espressione si riferisce alle vittime tra gli scudi umani schierati da Hezbollah; non si può mai usare per descrivere morti di civili israeliani, perché lì ogni persona è un bersaglio. "Spirale di violenza" : è utilizzato per denigrare chi viene attaccato, ma non ci si aspetta che vinca. "Deliberato" : indica l'accuratezza con cui le bombe israeliane colpiscono i bersagli, mai i razzi di Hezbollah, che sono costruiti per distruggere tutto ciò che possono. "Deplorare" : verbo utilizzato in funzione antiisraeliana da chi ha massacrato civili non combattenti o ha comunque permesso la loro morte. Per esempio, i russi a Grozny, i siriani ad Hama, l'Onu in Ruanda e in Darfur. "Sproporzionato" : detto dell'uso della forza. Significa che gli aggressori di Hezbollah, i cui razzi artigianali non riescono a uccidere molti israeliani, stanno perdendo, mentre la sofisticata risposta israeliana è letale per i combattenti. Vedi anche "eccessivo" "Eccessivo" : se leggete questa parola, Hezbollah sta perdendo. Se non la leggete, sta accadendo il contrario. "Testimoni" : normalmente non sono tali. La loro testimonianza è comunque usata contro Israele. "Grave preoccupazione" : lemma utilizzato da europei e arabi. I quali in privato ammettono che non c'è futuro per il Libano senza la distruzione di Hezbollah, ma è meglio che di questo si occupino i «sionisti», i quali possono essere comodamente biasimati mentre lo fanno. "Innocente" . Si riferisce al libanese che incoraggia lo stoccaggio di razzi o abita di fianco a chi lo fa. Non viene utilizzato per israeliani sotto attacco. "Militanti" : quelli di Hezbollah non indossano uniformi. Non le indossano neppure i loro bersagli israeliani. "Multinazionale" (forza): fa riferimento a mercenari terzomondisti che simpatizzano con Hezbollah. Vedi anche "peacekeepers". "Peacekeepers" . In effetti non proteggono la pace, piuttosto fiancheggiano la più anti-occidentale delle parti in causa. "Un quarto di tonnellata" : espressione usata per descrivere le bombe che, se non sono israeliane, pesano 500 libbre (circa 250 kg, ndr) "Scioccati" : termine utilizzato in primo luogo per diplomatici che in realtà non lo sono. E, in secondo luogo, il termine viene evocato solo per reazione alle risposte di Israele, mai per gli attacchi di Hezbollah. "Azione delle Nazioni Unite" : fa riferimento a un'azione sulla quale Russia o Cina non porranno il veto. Gli agenti di questa organizzazione normalmente osservano i terroristi. Il più delle volte sono colpevoli di ciò di cui accusano altre persone. 
Martino Cervo fonte Libero del 30.07.2006




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